"A Silva"
4- Francesco Zaltron "Silva"
b) lettere inedite
3) lettera alla madre dalla caserma 6
7.7.1943 XXI°

Carissima mamma,

ieri ho ricevuto con mio sommo gradimento una tua lunga lettera in data 26.6. Hai saputo dirmi in essa tante cose che mi hanno veramente rialzato un po’ il morale e hanno saputo crearmi quell’ambiente famigliare che forse spesso si dimentica ma il tempo di raccolta del grano la prossima trebbiatura i bachi da sera tenuti da parte con l’Ottilia, hanno suscitato in me quei ricordi di un assolata giornata d’estate, l’odore dei bachi da seta e delle foglie accatastate, quelle giornate tanto calde e nell’insieme tanto laboriose che caratterizzano questa stagione.

Io abitando in città e maggiormente in una grande caserma, ora al campo a 1500 m vige solo la pastorizia mi avevo dimenticato della campagna. Di questa campagna che tanto amo. In questo si vuole che discendo, ma una progenie di agricoltori, e come loro mi sento fortemente attratto dal verde dei campi.

Qualche volta quando uscivo per le esercitazioni all’Aquila e la stanchezza fisica era troppa, da permettermi cosi di guardare attorno e assaporare l’odore dei campi ne gioivo. Mi ricordo di una volta che mi sono sdraiato per un breve riposo tra una lezione e l’altra, in mezzo ad un campo di trifoglio (cavallin se non sbaglio. Quello dal fiocco rosso insomma) e non mi stancavo mai di tuffare la testa in mezzo a questo trifoglio e di strapparne a mazzi per sentire quel classico odore penetrante e rimembrarne in me l’odore di casa, del paese della mia terra, della mia giovinezza passata, in maggio, sempre in mezzo ai contadini, all’erba tagliata.

Scusami se mi dilungo in queste sciocchezze ma vedi, quando vedi qualche cosa che in un modo o nell’altro mi richiama all’idea della famiglia ti soffermi con vero piacere a guardarlo, a rimembrare e a ragionarci sopra. Sono un sentimentale, un romantico, dirai, è proprio vero sono sempre stato un bambino in queste cose benché forse qualche volta il mio atteggiamento cinico e spezzante abbia fatto pensare ad altro. Sono 5 lunghi mesi alla fine di questo che sono lontano da casa, giacché sono stato in licenza di 3 giorni ai primi di marzo e mai in vita mia sono stato tanto tempo lontano da casa e così lontano poi. Ancora 24 giorni e poi sarò da te in mezzo alla famiglia e per pochi giorni dimenticherò tutta la vita militare e mi cullerò nel sogno che quella vita sarà eterna, e il ricordo della vita mi sarà così lontano che quando ne parlerai mi parrà di parlare di altri tempi, di altre cose, come nelle favole. E troverò la casa messa in ordine, la cucina bella. Come mi sentirò di amarla!. Pensa che il pensiero di rimettere in ordine la casa era per me diventato una tortura. Non so se hai notato che quando si parlava di piano ristabilizzatore con il papà io nel discorso accaloravo un po’. Ma ora non mi resta che vedere com’ è cambiata. Ora che sono sicuro non mi aspetterà una disillusione. Cara mamma tante e tante cose vorrei dirti che se te le dicessi mi sembrerebbe di diventare bambino che abbisogna ancora delle carezze materne e del bacio sulla fronte prima di dormire, eppure spesso a 24 anni suonati da qualche mese si sente il bisogno di questo. Cara mamma ti lascio pregandoti se, fra le tante faccende, trovi un po’ di tempo di scrivermi perché solo tu sai come scrivere e sai dare alle lettere quella delicata sensibilità.

Baci infiniti a te, al papà, alla piccola Lidia e alla Adelina e a Giovanni .

Francesco