"A Silva"
3- Documenti vari:
immagini, dattiloscritti, testimonianze, etc.
c) manoscritto originale
Resoconto manoscritto di Silva sulla Battaglia di Granezza
Al Comandante la Brigata
Mazzini

Relazione ufficiale del combattimento sostenuto dal Btg.ne “Silvano Testolin” della Brigata Mazzini nella giornata di mercoledì 6.9.1944

Da due giorni il Battaglione si trovava in stato di allarme. I lavori per la costruzione delle baracche-tende continuava ugualmente secondo mio preciso ordine.

Alla guardia montante il mercoledì mattina do precisa consegna di non sparare su macchine o camion tedesco-fasciste che eventualmente transitassero nelle strade Granezza-Asiago, non essendo noi in condizioni per sostenere un vero combattimento.

Alle 14 ricevo un biglietto del comandante il Btg.ne 7 comuni il quale mi avverte di essere attaccato da nord, e di tenermi preparato. Subito dopo da nostro corpo di guardia sento più raffiche di mitra. Mi porto immediatamente a vedere che succede. Il Ten. Riccardo mi avvisa che all’altezza dell’osteria di Granezza s’era fermata una macchina tipo autoblinda da dove erano scesi quattro tedeschi ed avevano aperto il fuoco nella direzione del nostro accampamento. Il Ten. Riccardo ha ritenuto opportuno rispondere al fuoco per dare l’allarme. Disgraziatamente il Bren non ha funzionato per inceppamento di modo che i tedeschi si sono potuti mettere in salvo con la macchina in direzione della Bocchetta di Granezza.

Preso conoscenza di tutto questo, ordino al 1° plotone della 1a Compagnia di scendere per rinforzare la guardia e ai rimasti di sospendere i lavori e tenersi pronti.

Con il 1° plotone scende pure il Vice Comandante la Brigata Loris.

Pochi minuti dopo io e Loris ci rendiamo conto a mezzo di binocoli che da Cima Fonte – Bocchetta di Granezza – Monte Corno sta partendo un rastrellamento nella direzione nostra. Ordino allora alla 3a Compagnia (quando parlo di 3a Compagnia intendo 10 uomini armati) di portarsi alla sinistra del posto blocco, e alla 2a Compagnia (20 uomini armati) di portarsi alla nostra destra.

La prima compagnia (composta di 50 armati) si trovava al centro.

Ordino a tutti i disarmati delle 3 Compagnie di portarsi al centro dei tre accampamenti in prossimità del magazzino centrale. Mando ad avvertire inoltre il Comandante il Btg.ne 7 Comuni di stare attento da un eventuale attacco da sud proveniente da Cima Fonte. Sperando che tutto fosse sistemato aspettiamo che i russi si avvicinino maggiormente al tiro delle nostre armi leggere.

I russi ancora a distanza iniziano una sparatoria fitta nelle nostre teste.

Do ordine di aprire il fuoco con la mitragliatrice pesante fiat e ai bren per tiro di falciamento.

I russi si sbandano da una parte e l’altra della strada.

Fra mezzo agli spari sento una voce che dalla parte del Monte Corno mi chiama e mi invita a circondare la malga di Granezza.

Chiedo ad alta voce chi sono e a che reparto appartengono e non ottengo nessuna risposta. La staffetta porta ordini della 2a Compagnia mi avverte nella frattempo che sono uomini della 2a Compagnia che mossa audacissima si sono portati all’altra parte della strada alla salita di Monte Corno per poter attanagliarli. Ordino allora di cessare il fuoco per non offrire nostri elementi frammischiati ai russi, che durante il fuoco delle mitragliatrici si erano sbandati ai due lati della strada. Ad alta voce invito la 2a Compagnia a rientrare.

Con magnifico sangue freddo quasi tutti riescono a sganciarsi tutto il tiro dei russi. Manca soltanto il comandante la 2a Compagnia che circondato molto da vicino da più russi non riesce a muoversi e deve aspettare la sera.

Riprendiamo con molta parsimonia il fuoco. I russi sono vicinissimi. Sparano dalle finestre dell’osteria di Granezza.

Ordino alla mitragliatrice Fiat con un gruppo armato di fucile di portarsi più alti all’altezza della 3a compagnia ed incrociare il fuoco sul sentiero di accesso agli accampamenti.

Cosi pure ordino alla 2a Compagnia di portarsi con i 2 bren in posizione più elevata alla mia destra agli ordini del Comandante la 1a Compagnia Mario, con compiti di incrociare il fuoco sul sentiero prospiciente il nostro schieramento, e guardare sentiero Osteria di Granezza – Granezzetta.

Io e Loris con elementi rimasti in posizione centrale, armati di parabellum e bombe a mano aspettiamo l’urto a breve distanza. Nello stesso preciso momento ricevo un biglietto dal Comandante il Btg.ne 7 Comuni di tenere l’ingresso agli accampamenti. Do ordine ai rimasti negli accampamenti di provvedere a nascondere il materiale più necessario.

Mio intendimento era di tener fronte, nel limite del possibile, alle pressioni dei russi, ripiegando leggermente in direzione.

Mio intendimento era di tener fronte nel limite del possibile, alla pressione dei russi, ripiegando leggermente in direzione degli accampamenti per poter tirar sera, a notte poi riorganizzando i rimasti tentare di spostarci.

Inutile dire che il morale dei patrioti era elevatissimo. Mi ricordo la figura di un porta munizioni che dall'accampamento instancabilmente portava munizioni nei punti più esposti ridendosene del sibilo delle pallottole. Pochi minuti dopo lo schieramento centrale è fatto fuoco a tiro di mortaio da 45 mod. Brixia. Vedendo ci scoperti e centrati do ordine di aprirsi e spostarsi ai lati.

Io con Loris mi porto sulla destra. Passano alcuni minuti di calma mentre il mortaio continua a battere al centro.

Ad un tratto vediamo sbucar fuori a brevissima distanza e tutt’intorno un gruppo di russi che si possono contare sulla decina.

Io, Loris, Rosa e un altro siamo serrati in mezzo.

Mi alzo, do ordine agli altri di scappare, mentre io apro il fuoco sui primi quattro che vedo e poi tento anch'io la fuga in direzione del campo. Disgraziatamente o fortunatamente per me scivolo su di un sasso e casco in una valletta dove batto il ginocchio su di una roccia. I russi convinti di avermi colpito continuano per la loro strada e mi lasciano sul posto. Allontanatisi i più vicini raccolgo tutte le mie forze e riesco a trascinarmi sotto un cespuglio dove perdo la conoscenza. Mi risveglio e noto che i rumori si sentono ad una certa distanza ed una nebbia fitta con leggere pioggia mi batte in faccia.……….…………………..

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A notte alta una voce mi chiama e Alfredo mi viene vicino.

Da quel momento fino a sabato ore 14 non ho saputo completamente nulla della sorte del Btg.ne

Non appena avrò dati sufficienti per completare comunicherò

In fede

Il Comandante il Btg.ne “Silvano Testolin”

Silva